domenica 27 gennaio 2013

Spilla Veuve Clicquote

Ho pensato di fare una spilla per  me utilizzando il copri tappo di un famoso champagne e alcuni ritagli di pizzo e perline. Non è meravigliosa? 



Un omaggio ad una grande donna...

Nel 1772 Philippe Clicquot, proprietario di numerosi vigneti, decise di aprire un négoce de vin con l'insegna Clicquot. 
Nel 1798, Philippe Clicquot fece entrare in azienda il figlio François da poco sposato con Barbe-Nicole Ponsardin, che esportò il suo vino in Inghilterra e nei Paesi Bassi, poi in Germania, Austria, Ungheria Italia.
La prematura morte di François Clicquot nel 1805, lasciò Madame Clicquot vedova alla giovane età di 27 anni. Intelligente, piena di risorse ed energica, la Veuve (vedova) Clicquot era una donna determinata, 
con il coraggio necessario ad affrontare quella sfida. 
Assunse la gestione della proprietà di famiglia e divenne una delle prime donne imprenditrici dei tempi moderni. Quell'anno furono spedite 110 000 bottiglie, di cui 25 000 in Russia.
5 anni dopo la Veuve Clicquot produsse il primo champagne millesimato della regione della Champagne. 

Nel 1811, una vendemmia eccezionale (attribuita al passaggio di una cometa nel cielo della Champagne) favorì un'annata straordinaria.
Grazie alla determinazione, all'intuito e intelligenza di questa signora possiamo ancora gustare per i nostri brindisi più importanti il suo champagne.


venerdì 25 gennaio 2013

Non si può vivere col freno a mano tirato! Sciogliamo queste catene...

Basta! È arrivato il momento di spezzare questa catena, basta soffrire per le ingiustizie subite, basta con le recriminazioni, basta con i nervosismi e la rabbia repressa, basta è ora dire basta a tutto è ora di difendersi a tutti i costi è arrivato il momento di volersi bene prima di tutto.
Ecco un piccolo manuale semiserio che ho redatto alcuni anni fa per aiutare mia sorella a diventare una vera perfetta stronza, volevo che le fosse utile per affrontare con filosofia le problematiche tipiche della sua giovane età. Quando l'ho scritto stavo scherzando e non pensavo affatto che un giorno avrei dovuto seriamente  ricorrere personalmente a queste regole per riuscire a difendermi da qualcosa che pian piano mi sta logorando...
Quindi considerato che la mia fama di stronza precede il mio ingresso a certi ambienti: ho deciso con risolutezza che diventerò una vera perfetta stronza, in fondo è vero che le brave ragazze vanno in paradiso ma quelle cattive arrivano dappertutto.



MANUALE DELLA VERA STRONZA


1. Capire il significato della parola stronza.
Essere stronza vuol dire applicarsi alla soluzione del problema della propria felicità e non al problema della felicità altrui. Quindi la "vera stronza" è felice solo ed esclusivamente grazie a se stessa e francamente se ne infischia dei sentimenti altrui, visto che non le competono.

2. Il sano egoismo aiuta
La vera perfetta stronza nutre un sano amore per se stessa. Per lei non è prioritario farsi ben volere dagli altri, anzi non gliene frega proprio nulla; se riceve amore: lei ne è felice, se non ne riceve: chi se frega! 
Per la stronza perfetta le condizioni e i giudizi altrui sono pari a zero. 

3. Analizza te stessa
Questa è la parte più difficile del manuale, perché voglio invitarti a fare un attenta e critica analisi di te stessa per capire il grado di autostima che possiedi. Inizia a metterti davanti allo specchio (figura intera) e descrivi minuziosamente la persona che stai osservando, poi siediti comoda e analizza il tuo carattere tracciando un profilo di te stessa, passa alle amicizie che frequenti e traccia un profilo dei tuoi amici più cari, le persone di cui sei innamorata (o credi di esserlo), i colleghi con cui hai a che fare ogni giorno, i componenti della tua famiglia, insomma tutti quelli che interagiscono con te (descrivine la personalità oltre all'aspetto fisico) descrivi il contesto in cui vivi. Prendi carta e penna per annotare il tutto, non pensare che sia difficile, in realtà sarà molto divertente, è come scrivere la sceneggiatura di un film. E' molto importante non avere fretta perché questo lavoro potrebbe durare anche settimane, ma non ti scoraggiare. Prendi il quaderno: inizia a scrivere, ti assicuro che alla fine migliorerai irrimediabilmente la tua vita. Quando finirai il lavoro rileggi il tutto come se tutto ciò non ti riguardasse, e segna di rosso tutto ciò che proprio non ti piace e spiegane il motivo del disagio che ti crea. In questo modo hai individuato gli aspetti il cui approccio va  assolutamente corretto e riveduto. 

4. Passa all'azione
È il momento di fare una grossa cernita nella tua vita ed eliminare l'eliminabile, correggere il correggibile, evitare l'evitabile, fare quello che si può fare...

  • Elimina ciò che ti complica l'esistenza in modo gratuito, prendi consapevolezza che il vivere quotidiano è già una cosa seria non da poco; 
  • Chiudi con cuore fermo le storie che non portano a niente; non pensare ai se ed ai però perché i se,  i ma, ed i però sono amici del no e se è no è no! punto e basta; 
  • Evita le persone che ti mettono il malumore e ti rendono la vita impossibile, concentrati su quelle che davvero hanno bisogno del tuo aiuto ed afferrano la tua mano ogni volta che gliela porgi e si lasciano abbracciare perché sentono che sei sincera con loro; 
  • Distraiti dai pensieri strani, servono solo ad ingigantire i problemi; 
  • Non ascoltare le persone che parlano a sproposito e allontanati da chi vuole metterti i bastoni fra le ruote, hanno talmente tante ragioni per farlo che non è detto che siano tutte lecite; 
  • Non dare importanza a chi ha un idea contorta di te e soprattutto evita come la peste chi ti dice una cosa ed invece i suoi comportamenti ti confermano l'esatto contrario. 

NON PERDERE TEMPO CON QUESTE COSE...
NON SERVE A NULLA!!!!














lunedì 21 gennaio 2013

Basta un passo

Egli dunque si alzò e tornò da suo padre;
ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione:
corse, gli si gettò al collo, lo baciò e lo ribaciò.

giovedì 17 gennaio 2013

La stola per la sposa

Ho immaginato questo coprispalle in un contesto diverso da quello per cui in realtà è destinato, visto che siamo in periodo di idee per le spose e vista la mia sfrenata passione per gli abiti da sposa: ho pensato un alternativa al solito bolero in pelliccia.

Così piena di fantasia e voglia di "giocare" un po', ho tirato fuori dal baule il mio abito da sposa ormai fuori moda e vestito di tutto punto il manichino immaginando una cerimonia invernale, ho simulato l'idea del coprispalle lavorato a maglia con il filato speciale Pizzo Lux rigorosamente nella tonalità più chiara. Mi sono divertita e immersa totalmente nella preparazione è come giocare con Barbie in dimensioni reali...







domenica 13 gennaio 2013

Berretto di lana

Questo è il mio primo berretto in assoluto, non avevo mai provato a farne uno e visto che non posso fare solo scaldacolli e sciarpe devo pur allargare i miei orizzonti del lavoro a maglia quindi mi sono cimentata. Ovviamente il risultato non è esattamente quello che mi aspettavo ma forse è colpa della lana ed anche colpa mia perchè mi rifiuto ostinatamente di seguire qualsiasi schema o cartamodello. Non so per quale motivo: se devo realizzare qualcosa lo voglio fare di testa mia e se provo a riprodurre o copiare non mi riesce mai o se mi viene bene non mi sento soddisfatta. Si sono strana chi mi conosce lo sa bene che sono una caotica.